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Il Piccolo Cuore E La paura Del Mondo
Grande era la sensibilità
del mio piccolo cuore, quando,
crescendo in fretta, desideravo
invece rimanere piccola,
per essere sempre protetta
dalla paura del mondo che, davanti
ai miei occhi di bambina,
si apriva, e dai problemi
che la vita mi avrebbe offerto.
Non avrei voluto crescere,
ma rimanere nel mio piccolo mondo,
non sapendo cosa mi avrebbe
aspettato. Anche se inconsapevole,
avevo paura di trovare il male,
le difficoltà che la vita
avrebbe potuto donarmi.
Mi sentivo sperduta,
come un uccellino al primo
volo che la rondine cerca comunque
di insegnare a volare,
con la paura del vento e della pioggia
che avrebbero potuto impedirgli
di tornare ancora dentro il suo nido.
Avevo paura di chi poteva guardarmi,
giudicarmi, anche solo per dirmi
se ero brutta oppure bella,
di ciò che potevo fare di bene
o di ciò di cui potevo sbagliare.
Tutto quello che gli altri
avrebbero potuto pensare di me
mi faceva paura.
E preferivo non essere vista,
che nessuno si accorgesse di me.
Avrei desiderato rinchiudermi
dentro un riccio,
pensando che tutti volessero
soltanto criticarmi.
I ragazzi che mi guardavano
mi intimidivano,
come se lo facessero soltanto
per potermi fare del male.
Crescendo, mi osservavano
con occhi incuriositi,
pensando forse che fossi strana.
Mi sentivo fuori dal mondo,
diversa non ero certo disinvolta,
ma così timida
da non essere superata da nessuna.
Eppure, in fondo al cuore,
desideravo avere un amore
che mi sarebbe piaciuto ricambiare.
Questo mi portava a sognare,
e desiderare un amore tutto mio,
bello e sincero,
a cui donare i miei baci,
i miei abbracci
e tutta la mia vita.
BENEDETTA.